24 Settembre 2020
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ELEZIONI OLANDESI, I POPULISMI NE ESCONO SCONFITTI?

27-03-2017 12:39 - Geo-politica

All´indomani del voto Olandese i mezzi di informazione non si sono di certo risparmiati nel dipingere l´esito elettorale come la sconfitta dei populismi e delle forze anti-euro. Ora, a bocce ferme possiamo fare una lettura obiettiva degli esiti elettorali.
Il risultato elettorale ha decretato la vittoria dei liberali del premier Mark Rutte con il 21% dei consensi pari a 33 seggi su 150, davanti al populista Geert Wilders con il 13% dei consensi pari a 20 seggi su 150.
Se confrontiamo i risultati con quelli della precedente tornata elettorale notiamo che i liberali di Rutte (VVD) hanno perso 10 seggi, il populista Wilders (partito per la libertà) ne ha guadagnati 5, i socialisti del Pvda (partito laburista) ne ha persi addirittura 29 raccogliendo solo il 5,7% dei consensi (rispetto al 24,9% del 2012).

Sembra evidente che i liberali di Rutte più che vincere hanno retto botta all´assalto populista, mentre ne sono usciti "rottamati" i socialisti del Partito Laburista non premiati dalla coabitazione nell´ultimo governo di coalizione con il centro destra.

Adesso il quadro politico si è spostato più a destra, verso quelle posizioni nazionaliste che non piacciono alle classi dirigenti Europee, le quali hanno poco da rallegrarsi, poiché a ottobre si vota in Germania, dove anch´essa viene da cinque anni di coalizione tra popolari e socialisti.
Queste elezioni possono essere considerate come un anticipo dei possibili esiti delle elezioni tedesche, viste le molte similitudini tra i due paesi.


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