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BCE: SUDORI FREDDI PER IL GOVERNATORE DRAGHI

28-03-2017 15:32 - Finanza

Si profilano notti insonni per il Governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi dopo aver preso visione degli ultimi dati provenienti dai rapporti BCE ed EUROSTAT, i dati evidenziano per la prima volta dall´introduzione dell´Euro una fuga degli investitori internazionali dai titoli di debito della zona Euro, per un valore pari a 192 miliardi di euro nel 2016, rispetto agli acquisti netti di 30 miliardi effettuati nel 2015.

La maggior parte delle vendite sono stati titoli di stato dei paesi Europei per un controvalore di 116 miliardi di euro, mentre nell´ambito azionario gli investitori internazionali restano come compratori pur se con volumi dimezzati rispetto al 2015.
Questo rappresenta un chiaro segnale che vi è un vistoso calo della fiducia nel contesto Europeo, i capitali stanno allontanandosi dall´Europa per trovare rifugi in porti che sono ritenuti ad oggi più sicuri.

Tenendo anche conto che il piano di acquisto di titoli di stato da parte della BCE si sta avviando nella sua fase finale, nei prossimi trimestri si potrebbe riaffacciare lo spettro della crisi dei debiti sovrani, di cui ne abbiamo già visto i gravosi effetti nel 2011, con il crollo dei Btp e le successive manovre di austerità che ne sono scaturite, ma oggi visto le attuali condizioni economiche del paese e un debito pubblico salito a oltre 2.200 miliardi dai 1.700 miliardi del 2011 si avrebbero effetti ancora più gravosi e imprevedibili.

Salgono anche le pressioni verso il Governatore Draghi che continua a sostenere la sua politica dei tassi d´interesse zero che sono risultati inefficaci per il rilancio economico dell´economia Europea, mentre la banca centrale Americana ha già iniziato da tempo un graduale rialzo dei tassi, ampliando il divario tra il rendimento dei titoli di stato Americani e Tedeschi di circa il 2% a favore dei titoli del debito pubblico Americano.

Stiamo accelerando verso un inasprimento della crisi dei debiti sovrani e l´Europa si trova al centro della tempesta.



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